Storia


Dal 1896 al 1940
La banda "Risorgimento di Pegli" e il maestro Giuseppe Conte - come nasce e si sviluppa il sodalizio

Nel 1896, alcuni amanti della musica si fecero promotori dell’unione delle tre piccole bande musicali esistenti allora in Pegli per giungere alla formazione di un unico e valido complesso bandistico, di cui gli abitanti e gli amministratori della cittadina auspicavano da alcuni anni la costituzione. L’unificazione avvenne in un locale all’ultimo piano di uno stabile di Via Lungomare, dov’era un asciugatoio per lavanderia. Nacque così la nuova grande banda musicale, col nome Risorgimento di Pegli.
Il Consiglio Comunale le diede l'anno stesso personalità d’Ente Municipale, approvata dalla Giunta Provinciale Amministrativa della Regia Prefettura di Genova il 15 dicembre, con deliberazioni del 26 aprile, 16 luglio, 28 settembre e 15 novembre, approvandone il regolamento e assegnandole milletrecento lire annuali per il maestro e duemila per le altre spese.
Per decisione unanime la direzione del nuovo corpo musicale fu affidata al trentenne maestro Giuseppe Conte: diplomato in pianoforte, valente organista ed esperto concertatore.
Persona d’innata modestia e di bonaria severità, Conte fu il creatore e l’animatore dell’ambiente musicale e sociale. In poco tempo i musicanti, oltre all’arte dei suoni, impararono a stimare l’insegnante paziente e di grandi capacità, e tutta la cittadinanza pegliese si affezionò alla Banda e al suo maestro, esultando per i loro successi artistici.
La Banda Municipale di Pegli si metteva in piena luce, infatti, già nei suoi primi anni di vita.
Nel 1898 partecipava al concorso indetto dalla città di Asti in occasione dell’Esposizione Generale Italiana, conquistandovi il primo premio. Sempre nello stesso anno, partecipava con altre centosettanta bande al concorso internazionale indetto dalla città di Torino, dove Giuseppe Verdi era presidente del Comitato Artistico, conquistandovi il secondo premio in entrambe le sue sessioni. Ancora un primo premio nel concorso bandistico indetto dalla città di Como nel 1899 per le onoranze ad Alessandro Volta, cui partecipavano quarantaquattro complessi. In occasione poi della conquista del primo premio nel concorso bandistico indetto nel 1902 dalla città di San Damiano d’Asti, il Ministro della Pubblica Istruzione, che assisteva, volle testimoniare la propria ammirazione al complesso pegliese con l’elargizione di trecento lire e il dono di un bel ritratto di Giuseppe Verdi, che da allora adornò la sala prove della sede sociale. Memorabile anche il concerto che la Banda tenne il 20 settembre 1913 nei giardini di Nizza, dove essa si era recata ricambiando la visita fatta a Pegli dalla filarmonica transalpina. I musicanti e il maestro Conte ricevettero grandiose accoglienze e trionfali onori da un pubblico di circa ventimila persone, come attestato dall’entusiastica eco sulla stampa locale dell’epoca. Tra i ricordi, infine, sono da annoverarsi anche il riuscitissimo convegno bandistico indetto dal sodalizio pegliese nel 1925 e il concerto tenuto dalla Banda in Vaticano nel 1930.
Intanto, intorno ai musicanti e ai tanti allievi che con sacrificio e dedizione seguivano gli insegnamenti del maestro Conte, si andava formando un sodalizio sempre più numeroso e affiatato, da cui sarebbe nata anche l’istituzione di un’assistenza per malattie.
La Banda Municipale di Pegli non ha mai avuto colore politico. Tutti i musicanti, pur di diverse ideologie, hanno sempre trovato una perfetta unione nella loro comune passione artistica. Quasi tutte le famiglie pegliesi avevano un proprio membro fra i musicanti e spesso l’arte musicale era trasmessa di padre in figlio. Basti citare la famiglia Marabotto, dove erano musicisti il padre e ben quattro figli.
La notizia dell’arrivo di un telegramma annunciante un successo del corpo bandistico pegliese si diffondeva rapidamente e, di sera, la gente invadeva festosa le strade, illuminate e pavesate per l’occasione, dove di lì a poco sarebbero sfilati trionfalmente i suoi beniamini.
Teatro delle esecuzioni della Banda Municipale di Pegli, nei primi anni d’attività, era la piazza della stazione ferroviaria, nei pomeriggi dei giorni festivi. In seguito, il Comune fece costruire all’uopo un bel chiosco nei giardini pubblici del Lungomare, dove ora è il monumento ai Caduti.
Nel periodo estivo la Banda eseguiva i propri programmi tutti i giovedì sera, così da poter dedicare i giorni festivi ai servizi nei paesi vicini, come le processioni delle diverse parrocchie, dove trarre qualche beneficio economico da dividere tra i musicanti.
Sede sociale della Banda erano i locali della Società di Mutuo Soccorso Aurelio Saffi: nell’edificio, poi demolito, che sorgeva sul Lungomare in prossimità della foce del torrente Varenna, dove ora è il depuratore.
Il periodo aureo volgeva però, purtroppo, al termine: la morte di Giuseppe Conte, nel 1940, e l’inizio del periodo bellico comportarono la triste cessazione dell’attività della banda musicale di Pegli, per tanti anni vanto, onore e passione di tutti i cittadini, ma non dell'Associazione, che, pur muta e appannata dalla tragedia della guerra, continuò a pulsare.

Dal 1945 al 1958
Il Dopoguerra e i mutamenti sociali e di costume

Nei giorni di gioia seguenti la fine della guerra, il desiderio di ricostituire la Banda Musicale, mai sopito nell’animo dei pegliesi, trovò entusiastica risposta nei musicanti superstiti, che con vivo accanimento iniziarono a raccogliere tutto quello che ancora si poteva trovare della vecchia Banda. Fu veramente una gara di solidarietà da parte di tutti.
Attorno al presidente Giovanni Battista Donzelli, vecchio musicante e socio onorario, si formò presto un consiglio d’amministrazione composto dai rappresentanti dei partiti politici, delle associazioni culturali e sportive, degli industriali, degli esercenti e delle chiese parrocchiali di Pegli. Iniziò così un’intensa attività amministrativa per trovare i mezzi e gli strumenti necessari per far fronte alle spese di riorganizzazione dell’associazione.
Con commosso entusiasmo si convenne unanimemente di commemorare il rimpianto maestro Giuseppe Conte intitolandogli la ricostituita Banda Musicale. Il maestro Vattuone, della Banda di Prà, assunse la direzione del nuovo corpo musicale, integrandolo con alcuni suoi elementi. Solo il berretto costituiva però, per il momento, la divisa dei musicanti.
Nel 1946 si festeggiò il cinquantesimo anniversario della fondazione. Un comitato di donne pegliesi raccolse i fondi per l’acquisto di una bella bandiera, recante la dedica "Le donne di Pegli", da inaugurare in occasione della celebrazione del cinquantenario, che si svolse l’8 dicembre presso il teatro di Via Pavia. Per le vie di Pegli sfilò un gran corteo, con in testa la Banda Musicale Giuseppe Conte, la bandiera, la madrina e le donne del Comitato; seguiti dalla Banda di Voltri e da tante altre rappresentate dal proprio gonfalone, nonché dalle rappresentanze delle associazioni culturali, politiche e sportive locali. Al centro del corteo erano due grandi carrozze con gli otto più vecchi musicanti che, commossi alle lacrime dal piacere di rivedere finalmente rinata la loro vecchia banda, ricevettero così il caloroso tributo dei pegliesi accorsi ai festeggiamenti.
1896-1946, cinquant’anni di vita dell'Associazione Musicale di Pegli. Un trascorso di glorie, trionfi e gioie goduti da tutta la cittadinanza. Soprattutto, però, il vivissimo e commosso ricordo del maestro Giuseppe Conte, che con amore e tenacia aveva dato un’educazione musicale a due generazioni di pegliesi. Per ricordare e onorare la figura dell’illustre concittadino, il presidente Donzelli propose allora agli amministratori del Comune di Genova, presenti alla cerimonia, di dedicare al suo nome una via di Pegli; richiesta rimasta purtroppo inevasa.
Sede sociale in quel periodo era un locale gentilmente concesso in uso dalla marchesa Pallavicini Negrotto Cambiaso in Via Beato Martino, a fianco del viale che conduce all’omonima villa, dove ora è via Diciotto Fanciulli.
Il sodalizio contava ormai più di trecentocinquanta soci che, con le loro famiglie, frequentavano con assiduità i locali della sede, seguendo e sostenendo l’attività dell'associazione e del corpo musicale. Venne anche creato un piccolo teatro, nel quale si esibirono diverse filodrammatiche e si tennero serate di varietà e feste danzanti. Alla completa ripresa della vita sociale e artistica del sodalizio corrispose il comune desiderio della ricerca di un maestro direttore di chiara fama, che potesse riportare la Banda ai fasti passati.
Nel 1949 il maestro Di Zenzo, che aveva da poco lasciato la banda militare presidiaria del XV Corpo d’Armata di Genova, assunse così la direzione del corpo bandistico pegliese.
Nelle sue mani, in poco tempo, la Banda Musicale Giuseppe Conte si sviluppò meravigliosamente e numerosi nuovi allievi divennero ottimi musicisti. Sembrava proprio di essere tornati ai bei vecchi tempi. Il 2 giugno 1950, in occasione del concerto per la Festa della Repubblica, i musicanti poterono finalmente sfilare indossando una nuova e bella divisa. Un pubblico sempre più nutrito e appassionato accoglieva con calorosi applausi le esibizioni del corpo bandistico pegliese, in circostanze di sempre maggior pregio e risonanza. Come il servizio che la Banda svolse il 13 dicembre 1953 presso lo stadio di Marassi, in occasione dell’incontro internazionale di calcio Italia - Cecoslovacchia.
I tempi, però, stavano cambiando. I musicanti, diventati artisti, si lasciavano attrarre dalle migliori offerte d’altre bande e orchestre da ballo, rendendo sempre più esigua la consistenza del corpo musicale, che dovette così ridurre la propria attività e le proprie aspirazioni. La crisi si accentuò, tanto che la Banda dovette cessare la propria attività nel 1958. L’attrezzatura e il prezioso archivio musicale furono depositati presso i fondi dell’asilo infantile Lorenzo Stallo di Via Parma, ma un affiatato nucleo di amministratori e soci rimase a tenere vivi il ricordo, l'attività e le aspirazioni dell'Associazione.

Dal 1972 al 2008
Quel gruppo di soci volenterosi forgiati dagli eventi
La determinazione e la volontà dell’ormai anziano presidente Giovanni Battista Donzelli portarono alla piena ripresa dell’attività del sodalizio musicale pegliese con la nascita, nel 1972, della Scuola Banda Musicale Giuseppe Conte.
Donzelli e i vecchi soci e musicanti stretti attorno a lui si proponevano di giungere così, attraverso regolari corsi d’istruzione musicale, alla formazione di un valido complesso bandistico. Le lezioni erano tenute da un insegnante messo a disposizione dal Ministero della Pubblica Istruzione, Renato Bastoni, con il quale collaboravano alcuni vecchi musicanti. Sede sociale era una parte dei locali dell’ex ONMI, in Via Cialli, in affitto dal Comune di Genova. Diversi soci prestarono la propria opera per restaurarli e riadattarli opportunamente. Vennero, infatti, smantellati la cucina e i vecchi servizi igienici e sostituita la caldaia termica.
L’appassionata attività amministrativa e gestionale del presidente Donzelli trovò nel segretario Alberto Conte, degno figlio del maestro Giuseppe, un appoggio e un’integrazione insostituibili. In soli tre anni, l’associazione ritrovò compiute struttura e vitalità. Nel luglio 1975, in occasione della tradizionale Festa del Mare di Pegli, il corpo musicale della Conte, composto da venticinque giovani allievi che indossavano una moderna divisa in jeans, poté così esibirsi nel suo primo concerto pubblico nell’Arena Estiva di Villa Doria, riprendendo la presenza della Conte alla Festa del Mare pegliese già dalle Notti di Fata Morgana. Tantissimi pegliesi seguirono con entusiasmo lo spettacolo del neonato complesso musicale, apprezzandone il programma di musica classica e leggera. Negli anni successivi il numero degli allievi andò via via aumentando e il complesso musicale della Conte, sempre appassionatamente diretto dal maestro Bastoni, partecipava ormai con regolarità alle diverse manifestazioni pubbliche in Pegli e nelle delegazioni limitrofe. Nel 1979, la Scuola Banda Musicale Giuseppe Conte fu eretta in Ente Morale, con deliberazione della Giunta Regionale della Liguria.
Per fare posto al nuovo asilo nido, tuttavia, l’associazione dovette traslocare in un altro locale del Comune, al primo piano della palazzina di Piazza Lido, sede della sezione pegliese dei Vigili Urbani. Il forzato trasloco rappresentò, come prevedibile, una battuta d’arresto per l’attività della Scuola. A causa della maggior distanza da casa della nuova sede sociale, molti giovani allievi non vollero o poterono più frequentare le lezioni e le prove del corpo musicale, con conseguenze facilmente immaginabili. Dovette trascorrere più di un anno per ricostituire, con nuovi allievi, un corpo musicale in grado di esibirsi in pubblico. Negli anni a seguire, però, il complesso musicale della Conte acquistò, sotto la nuova direzione del maestro Raffaele Cecconi, sempre maggior professionalità e notorietà. L’organico contava ormai trentacinque elementi e il repertorio spaziava da Bach e Haendel a Bartok e Gershwin, attraverso brani di musica classica, jazz e sudamericana.
Grande fu quindi il disappunto quando, nel 1983, per permettere l’ampliamento della sezione dei Vigili Urbani, la sede dell’associazione venne, ancora una volta, trasferita. Questa volta nei locali, in concessione al Comune dall’ex Azienda Autonoma di Pegli, al primo piano dell’edificio in Via Lungomare che ospita, oltre ad alcune abitazioni private, l’albergo Puppo. Fu una vero trauma. Per ovvi problemi con il vicinato, si dovette sciogliere il corpo musicale e sospendere le lezioni della quasi totalità dei corsi strumentali. Tanti soci e allievi persero la fiducia nella capacità dell’associazione di superare questa nuova grave avversità e si ritirarono. Solo grazie alla perseveranza e alla dedizione di alcuni soci, fra i quali meritano di essere ricordati Arnaldo Bergamo, Giovanni Gaggero, Giuseppe Nattino, Adolfo Rubbioli e Aldo Turati, l’attività dell’associazione non cessò totalmente e sugli enti e le autorità competenti si operò una continua azione di sensibilizzazione al reperimento di una sede adeguata alle primarie necessità di una scuola musicale.
Finalmente, nel 1989, la Scuola Banda Musicale Giuseppe Conte si trasferì nell’edificio di Piazza Bonavino che ospita la scuola media statale Galeazzo Alessi, avendo ottenuto in locazione dal Comune alcuni locali del seminterrato. Furono necessari anche qui molti lavori di restauro e ristrutturazione dei locali, sempre a carico dell’associazione, ma senza più problemi di disturbo del vicinato l’attività della Conte poteva ora riprendere appieno. Il forzato periodo di stasi rese sofferto lo sforzo di riorganizzazione dell’associazione, ma ancora una volta le diverse attività gradualmente si rianimarono. Un numero sempre crescente di allievi prese parte ai vari corsi di educazione musicale organizzati dalla Scuola e nuovi e volenterosi soci si affiancarono agli esistenti per organizzare e gestire al meglio l’attività, sempre più articolata e complessa, dello storico sodalizio pegliese.
Nell’alluvione del settembre 1993, il ruscello che attraversa la vicina Villa Doria allagò i locali della sede sociale della Conte, danneggiando irreparabilmente l’intero patrimonio dell’associazione. Acqua e fango giunsero a pochi centimetri dal soffitto. Gli arredi, gli strumenti musicali, la strumentazione elettronica e gli archivi furono coperti da uno spesso strato melmoso. Irrimediabilmente persi l’archivio fotografico, testimonianza di cent’anni di attività, e l’archivio musicale, prezioso patrimonio dell’associazione dove, raccolti e ordinati in cinquantadue classificatori, erano conservati le partiture e gli spartiti delle concertazioni per grande banda eseguite agli inizi del secolo dal maestro Giuseppe Conte.
La reazione degli amici della Conte fu immediata e in poco più di due anni la Scuola Banda Musicale Giuseppe Conte poté superare quella che poteva essere davvero la definitiva battuta d’arresto di un’attività didattico culturale presente e radicata in Pegli ormai da tanti anni e avviarsi, così, a celebrare degnamente il proprio centenario con una serie di manifestazioni offerte alla cittadinanza in cui si mise in risalto l’ampia varietà degli interessi musicali della Conte: spaziando dalla musica lirica al jazz, non trascurando la musica antica e quella leggera. Le manifestazioni si conclusero con un concerto per pianoforte e orchestra d’archi presso il Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale in Genova, gremito da un pubblico attento e plaudente, alla presenza di alcune fra le massime autorità cittadine.
Forte di una struttura amministrativa solida e collaudata e di collaborazioni professionali e artistiche prestigiose, l’associazione poté dimostrare in queste occasioni il buon livello delle proprie capacità organizzative e gestionali, guadagnandosi l’apprezzamento e la fiducia di autorità ed enti, che chiamarono la rinnovata Scuola Musicale Giuseppe Conte a curare l’organizzazione di sempre più numerose e impegnative manifestazioni, riuscite sempre con lusinghiera partecipazione di autorità e notevole afflusso di pubblico, fra le quali spiccarono, per impegno artistico e organizzativo, i concerti nel centro cittadino in occasione della Festa della Repubblica (notevole il concerto lirico sinfonico in Galleria Mazzini, con centoquaranta elementi di orchestra e coro e oltre tremila persone di pubblico) e le Rassegne Jazz e di Musica Barocca del Ponente Genovese (con la partecipazione di nomi di spicco del panorama musicale nazionale e internazionale), inserite, fra l’altro, nel programma ufficiale di “Genova Capitale Europea della Cultura 2004”.
Nel 1997, la Conte dovette lasciare gli spazi della Alessi, per importanti lavori di ristrutturazione dell’edificio, e grazie all’interessamento del presidente della Circoscrizione di Pegli, Giancarlo Cannonero, ebbe la possibilità di trasferire la propria sede in alcuni ampi locali nell’ambito dell’ex stabilimento Elah di Via Piandilucco concessi in comodato d'uso gratuito, fino all’inizio dei lavori di ristrutturazione dell’area, dal Cav. Flavio Repetto, presidente della Elah Dufour.
In tali spazi, adeguati a spese dell’associazione, la Conte poté ulteriormente sviluppare e ampliare la propria attività sociale e culturale, caratterizzata ormai da molteplicità d’azione e da una lunga serie di felici esempi di collaborazione, e, individuata quale soggetto di gradimento dell’Amministrazione Comunale e della Proprietà ai fini dell’assegnazione degli spazi destinati a biblioteca-scuola di musica all’interno del complesso edilizio “Torre Elah” previsto in Via Piandilucco, sviluppare un progetto di Centro Integrato della Musica che - contemplando in un’unica struttura sinergicamente articolata un centro di formazione, una biblioteca musicale e un auditorium - costituisce un unicum a livello cittadino e regionale.
Dovendo lasciare liberi i locali di Via Piandilucco per la realizzazione del complesso Torre Elah, la Conte si trasferì nel 2004 in Villa Rostan a Multedo, occupandone il piano rialzato, e nella nuova attuale sede in Via Cialli 6D, in Torre Elah, nel gennaio 2008.

Oggi
120 anni di buone vibrazioni
La Scuola Musicale Giuseppe Conte si è trasferita nella nuova attuale sede in Via Cialli 6D a Genova Pegli, nel complesso edilizio denominato "Torre Elah", nel gennaio 2008 e si presenta oggi come un organismo culturale polivalente che, con l’intensa e quotidiana opera di formazione e promozione musicale, si propone come attivo centro d’aggregazione sociale.
Nucleo centrale dell’Associazione è l’attività didattica, che, organizzata in corsi annuali di livello amatoriale, professionale e di perfezionamento, vede coesistere i corsi tradizionali, legati alla cultura classica, con corsi innovativi appartenenti alle culture e alle tendenze più recenti.
I corsi sono tenuti da docenti qualificati e da affermati musicisti, che in molti casi mantengono da anni un intenso rapporto di collaborazione professionale e artistica con gli amministratori della Conte, condividendone la passione nell’analisi e nello sviluppo dei sempre più numerosi progetti culturali dell’associazione ben al di là di una semplice prestazione d’opera.
Nell’ampia e articolata sede - 750mq articolati in 12 aule attrezzate per le lezioni, auditorium da 100 posti attrezzato per le prove d’insieme e le esibizioni pubbliche e ampio foyer dotato di servizio ristoro - distintiva anch'essa la Conte nel territorio, sono messe a disposizione degli allievi sale per lo studio dello strumento e corsi di cultura musicale che si affiancano allo studio tecnico e alla musica d'insieme, per una formazione musicale completa che include gruppi musicali come: l'ensemble barocco Accademia dei Virtuosi, l'orchestra jazz Conte Big Band, la marching band Conte Brass Band e il Coro della Conte.
Non semplici corsi, quindi, ma veri percorsi culturali guidati da specialisti in grado non solo d’insegnare la tecnica, ma anche di trasmettere l’essenza d’ogni genere musicale. Un’attività didattica a tutto tondo, per stimolare la creatività e la sensibilità professionale dell’allievo, portandolo a essere un artista che intenda la musica come linguaggio, come espressione, e non solo come tecnica.
L’attività di formazione della Scuola Conte si sviluppa fra l’altro anche oltre l’ambito associativo, tramite un costruttivo rapporto instaurato con alcune scuole di Genova, di diverso ordine e grado, volto a integrarne i diversi piani di offerta formativa.
All’attività didattica si affiancano le iniziative sociali e culturali organizzate dall’Associazione, anche in collaborazione con associazioni ed enti culturali locali, nazionali e internazionali, rivolte ai soci e alla cittadinanza. Esse tendono alla soddisfazione e al coinvolgimento del più vasto ed eterogeneo pubblico, cercando di tenere conto dei gusti e degli interessi delle diverse fasce d’età e delle diverse formazioni culturali, e includono, con ospiti anche di fama nazionale e internazionale: concerti, incontri, seminari, convegni e mostre.
Riconosciuta ormai tra i più affermati centri di formazione e promozione culturale e artistica a Genova e in Liguria, Premio Regionale Ligure per la Musica nel 2006, la Conte ha arricchito il territorio di un centro culturale pulsante e vivace, luogo di richiamo e punto di riferimento sociale e culturale in ambito cittadino, vero servizio di pubblica utilità nell’ambito delle attività sociali e culturali del territorio, contenitore e laboratorio di formazione e promozione socio-culturale della Città volto a creare e favorire i presupposti per l’avvio di sempre nuove e più ampie sinergie e realizzazioni.

Giuseppe Conte
Il papà della Banda
Giuseppe Conte nacque a Pegli nel 1865. Figlio d’arte, il padre Alberto era organista presso la locale Chiesa di S. Maria Immacolata, sin dalla più giovane età, dopo aver frequentato le scuole secondarie, si dedicò con passione allo studio della musica.
Diplomatosi in pianoforte a soli diciannove anni presso l’allora istituto civico, ora conservatorio statale, Nicolò Paganini, Conte si dedicò anche allo studio dell’organo e, divenutone in breve tempo un virtuoso, fece parte, per circa vent’anni, della relativa commissione d’esame presso lo stesso istituto.
In seguito, Conte ricoprì l’incarico di professore di pianoforte presso il liceo Amilcare Zanella, dove insegnò per oltre quindici anni. Per più di quarantatre anni fu anche organista alla Collegiata di S. Maria Assunta di Sestri Ponente.
Perfezionando i propri studi d’armonia e composizione, Giuseppe Conte, che fu anche maestro sostituto presso il Teatro Carlo Felice di Genova, collaborò con il valente operista Nicolò Massa alla riduzione per canto e pianoforte delle partiture orchestrali dello stesso, acquisendo così dimestichezza e padronanza delle caratteristiche peculiari dei diversi strumenti musicali.
Egli ebbe anche modo di ricevere cordialissimi complimenti da Giuseppe Verdi quando, in occasione di un ricevimento presso la patrizia Villa Rostan a Multedo, fece ascoltare agli insigni ospiti una sua improvvisazione per organo. Anche il maestro Mario Costa espresse a Giuseppe Conte la propria ammirazione quando, durante un suo soggiorno a Pegli, ebbe occasione di ascoltare l’esecuzione, da parte della banda musicale pegliese, della trascrizione di Conte d’un valzer tratto dalla sua Histoire d’un Pierrot.
Gentiluomo di squisita sensibilità, Giuseppe Conte entrò presto nel cuore della cittadinanza pegliese, che ne apprezzava la bontà d’animo e la valenza artistica tanto da chiamarlo semplicemente “il papà della Banda”. Quando, il 5 luglio 1940, Conte morì, la notizia fu accolta con vivissimo senso di dolore e rimpianto da parte di tutta la popolazione, che, come riportato dalla stampa del tempo, partecipò in massa ai solenni funerali insieme ai molti rappresentanti di enti e autorità, civili e religiose, che composero l’imponente corteo che attraversò mestamente le vie di Pegli dall’abitazione di Via De Nicolay, alla chiesa parrocchiale dell’Immacolata, al cimitero.


(testi e immagini: archivio storico Scuola Musicale Giuseppe Conte)



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