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Giuseppe Conte

Il papà della Banda

Giuseppe Conte nacque a Pegli nel 1865. Figlio d’arte, il padre Alberto era organista presso la locale Chiesa di S. Maria Immacolata, sin dalla più giovane età, dopo aver frequentato le scuole secondarie, si dedicò con passione allo studio della musica.
Diplomatosi in pianoforte a soli diciannove anni presso l’allora istituto civico, ora conservatorio statale, Nicolò Paganini, Conte si dedicò anche allo studio dell’organo e, divenutone in breve tempo un virtuoso, fece parte, per circa vent’anni, della relativa commissione d’esame presso lo stesso istituto.
In seguito, Conte ricoprì l’incarico di professore di pianoforte presso il liceo Amilcare Zanella, dove insegnò per oltre quindici anni. Per più di quarantatre anni fu anche organista alla Collegiata di S. Maria Assunta di Sestri Ponente.
Perfezionando i propri studi d’armonia e composizione, Giuseppe Conte, che fu anche maestro sostituto presso il Teatro Carlo Felice di Genova, collaborò con il valente operista Nicolò Massa alla riduzione per canto e pianoforte delle partiture orchestrali dello stesso, acquisendo così dimestichezza e padronanza delle caratteristiche peculiari dei diversi strumenti musicali.
Egli ebbe anche modo di ricevere cordialissimi complimenti da Giuseppe Verdi quando, in occasione di un ricevimento presso la patrizia Villa Rostan a Multedo, fece ascoltare agli insigni ospiti una sua improvvisazione per organo. Anche il maestro Mario Costa espresse a Giuseppe Conte la propria ammirazione quando, durante un suo soggiorno a Pegli, ebbe occasione di ascoltare l’esecuzione, da parte della banda musicale pegliese, della trascrizione di Conte d’un valzer tratto dalla sua Histoire d’un Pierrot.

Gentiluomo di squisita sensibilità, Giuseppe Conte entrò presto nel cuore della cittadinanza pegliese, che ne apprezzava la bontà d’animo e la valenza artistica tanto da chiamarlo semplicemente “il papà della Banda”. Quando, il 5 luglio 1940, Conte morì, la notizia fu accolta con vivissimo senso di dolore e rimpianto da parte di tutta la popolazione, che, come riportato dalla stampa del tempo, partecipò in massa ai solenni funerali insieme ai molti rappresentanti di enti e autorità, civili e religiose, che composero l’imponente corteo che attraversò mestamente le vie di Pegli dall’abitazione di Via De Nicolay, alla chiesa parrocchiale dell’Immacolata, al cimitero.


(testi e immagini: archivio storico Scuola Musicale Giuseppe Conte)